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Rachel

di Roger Michell

Con Sam Claflin, Rachel Weisz, Holliday Grainger, Iain Glen, Pierfrancesco Favino, Simon Russell Beale, Andrew Knott, Poppy Lee Friar, Andrew Havill, Vicki Pepperdine.

Titolo originale My Cousin Rachel. Drammatico (colore). Durata 106 min. U.S.A. 2017 (20th Century Fox)

Rachel

 

TRAMA RACHEL:
Diretto da Roger Michell, Rachel è basato sul romanzo di ambientazione ottocentesca “Mia Cugina Rachele”, scritto nel 1950 da Daphne du Maurier. Si tratta, inoltre, del remake dell’omonimo lungometraggio diretto da Henry Koster nel 1952 e interpretato da Olivia de Havilland (Rachel) e Richard Burton (Philip).

Rachel è un thriller psicologico in costume che racconta la storia di Philip Ashley (Sam Claflin), ambientata nei primi dell’Ottocento. Rimasto orfano da piccolo, viene allevato dal cugino Ambrose in una tenuta signorile, nelle nebbiose terre della Cornovaglia. Partito per il continente come scapolo convinto, disinteressato alle donne e assorbito dai propri affari, Ambrose scrive a sorpresa di aver sposato nel viaggio una giovane donna conosciuta in Italia. Da allora le lettere diventano rare e le notizie che riportano fanno temere il peggio. Quando Philip apprende che l’amato parente è infine deceduto in una villa in Toscana e che la vedova di lui, la cugina Rachel (Rachel Weisz), è in viaggio per l’Inghilterra, si ripromette di accogliere la donna con freddezza e ostilità, pianificando malignamente di farle patire i dolori e le sofferenze che, secondo lui, avrebbe inflitto al cugino fino a provocarne la morte. Ma Rachel non è l’arrampicatrice spregiudicata dipinta negli ultimi messaggi di Ambrose, e spicca invece per fascino e dolcezza. In poco tempo riesce a conquistare l’affetto di (quasi) tutti gli abitanti della casa, compreso quello folle e irrazionale del giovane Philip, sul punto di ereditare la proprietà.

 

PANORAMICA SU RACHEL:
Rachel è l’adattamento cinematografico di un romanzo scritto nel 1951 da Daphne du Maurier, autrice, fra gli altri, di “Rebecca, la prima moglie” e “Gli uccelli”, che hanno ispirato due tra i migliori thriller di Alfred Hitchcock.
Narrato in prima persona dal protagonista Philip Ashley – interpretato qui da quel Sam Claflin diventato famoso con la saga di Hunger Games ed esploso con la rom-com Io prima di te – “Mia cugina Rachele”, ci porta in un’Inghilterra preindustriale e pre-dickensiana nella quale la bellezza e l’ordine dei paesaggi sono in contrasto con i tumulti interiori che divorano i personaggi e che li avvolgono nel mistero.
Il regista Roger Mitchell ha adorato immergersi in un simile scenario (che poi è la Cornovaglia), facendo cavalcare i personaggi in spazi aperti e verdissimi o chiudendoli in sontuose proprietà rischiarate appena dalle luci delle candele.
E’ in questa regione battuta dal vento che fa ritorno la bella Rachel (Rachel Weisz), quintessenza della femminilità mescolata a una buona dose di eccentricità e “outsider” catapultata in un universo alla Jane Austen (e quindi quieto, sessualmente represso e patriarcale) che diventa prossimo al collasso.
Ecco dove ha voluto insinuarsi il regista: nella calma apparente di cuori in subbuglio, nelle crepe dell’animo umano: perché ancora una volta, e nonstante lo scanzonato Notting Hill, a muoverlo è stato il desiderio di abbracciare l’oscurità e l’ambiguità che albergano in ognuno di noi e la voglia di modernizzare un pugno di personaggi fino a rederli, come lui stesso ha raccontato, “post-freudiani”. In uscita nei cinema in Italia il 5 ottobre 2017 e interpretato anche da Holliday Grainger e da Ian Glein (una delle star de Il Trono di Spade), My Cousin Rachel non è il primo adattamento del libro della Du Maurier. Già nel 1952 Henry Koster ne fece un film (Mia cugina Rachele) che segnò l’esordio a Hollywood di Richard Burton. A lui venne affidata la parte del giovane e inesperto Philip – che lo portò dritto alla nomination all’Oscar, ma come miglior attore non protagonista, nonostante fosse presente in quasi ogni scena. A impersonare Rachele fu chiamata invece Olivia De Havilland, subentrata a Vivien Leigh. Sul set i due si detestarono cordialmente – cosa che invece sembra non essere accaduta a Claflin e alla Weisz. La De Havilland riprese il ruolo in una riduzione radiofonica del romanzo tasmessa nel 1953.
Dell’illustre predecessore cinematografico Roger Mitchell non ha minimamanete tenuto conto, lasciandosi guidare solo dal romanzo, trovato casualmente su uno scaffale e divorato con ingordigia in una notte in cui non riusciva a prendere sonno. Benché tratti dallo stesso libro, i due film non si somigliano come due gocce d’acqua. Certo, entrambi sono un ritratto della stessa epoca lontana (gli anni Trenta del diciannovesimo secolo), ma nell’uno si respira l’air du temps di metà 900, mentre nell’altro si avvertono gli echi della nostra contemporaneità. Appartenente al genere thriller con qualcosa di un horror, My Cousin Rachel risente dell’influenza di Hitchcock e perfino di Roman Polanski, anche se può essere considerato perfino una tumultuosa love-story non andata a buon fine.

Programmazione film
PROGRAMMAZIONE
TERMINATA