IL VANGELO SECONDO MATTEO

di Pier Paolo Pasolini

Con Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Marcello Morante, Mario Socrate.

Titolo originale . (colore). Durata 142 min. Italia 1964 ()

IL VANGELO SECONDO MATTEO

Per celebrare i sessant’anni dall’uscita del film Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini, avranno luogo a Perugia una serie di iniziative dal titolo “Le ragioni del sacro: Pasolini e Il Vangelo secondo Matteo”. Si parte martedì 5 marzo alle 18,00, con l’inaugurazione di una mostra presso la Sala Baratta del Convento San Francesco Del Monte (via Monteripido 8), nella quale sarà esposta la copia della sceneggiatura originale del film con le osservazioni manoscritte del biblista don Andrea Carraro e di Lucio Caruso, custodita presso la Pro civitate christiana (alias Cittadella) di Assisi, insieme ad altro materiale fotografico proveniente da questa stessa sede.

Proprio nella Cittadella Pasolini concepisce infatti l’idea di realizzare il film, grazie alla lettura del Vangelo che trova sul comodino della sua camera (un’abitudine dell’ospitalità, che Pasolini prende però per un “delizioso-diabolico calcolo”).

Si prosegue martedì 12 marzo con un doppio appuntamento: alle 17,30 nella Biblioteca del medesimo Convento, tavola rotonda dedicata al film, con la partecipazione di: Tonio Dell’Olio (Presidente della Pro Civitate Christiana), Michele La Rocca (antropologo), Fabio Melelli (storico del cinema), e Francesca Tuscano (saggista e traduttrice). Alle 21,00 presso il cinema Méliès (via della Viola 1), proiezione gratuita de Il Vangelo secondo Matteo. La mostra resterà aperta fino a domenica 17 marzo.

Il film è una fedele riproposizione del Vangelo secondo Matteo dal momento dell’Annunciazione alla Resurrezione di Gesù. Le tappe della vita di Gesù Cristo sono ripercorse senza variazioni nella storia, né cambiamenti anche testuali rispetto alla versione di san Matteo. Il Vangelo di Pasolini non intendeva mettere in discussione dogmatismi o miti, quanto far emergere l’idea della morte, uno dei temi fondamentali della sua poetica. Come negli altri film il regista si affida a un linguaggio sonoro ricercato per didascalizzare alcune delle vicende più significative del film. Ecco dunque la Passione secondo Matteo di Bach e soprattutto La musica funebre massonica di Mozart – che accompagna tutta la passione di Gesù – a suggellare la propria immagine della morte: un evento necessario, per niente eroico e soprattutto ineluttabile. Il Vangelo, come quello di Matteo, disegna una figura di Cristo più umana che divina, un uomo con moltissimi tratti di dolcezza e mitezza, che però reagisce con rabbia all’ipocrisia e alla falsità. Si tratta di un Cristo motivato dalla volontà di redenzione per coloro che subiscono le conseguenze della istituzionalizzazione della religione operata dai farisei che ne hanno fatto uno strumento di dominio politico e sociale. È un Cristo rivoluzionario che è venuto a portare la spada piuttosto che la pace. Il film fu apprezzato dai cattolici: l’ Osservatore romano scrisse che si trattava di un film “fedele al racconto non all’ispirazione del Vangelo”. La critica di sinistra rispose freddamente: l’Unità si espresse in questi termini: “…il nostro cineasta ha soltanto composto il più bel film su Cristo che sia stato fatto finora, e probabilmente il più sincero che egli potesse concepire. Di entrambe le cose gli va dato obiettivamente, ma non entusiasticamente atto”

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TERMINATA