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Green Drop – Le notti bianche del postino

di Andrei Konchalovsky

Con Timur Bondarenko, Irina Ermolova, Aleksey Tryapitsyn.

Titolo originale The Postman's White Nights. Drammatico (colore). Durata 90 min. Russia 2014 ()

Green Drop – Le notti bianche del postino

 

Quarto appuntamento della rassegna di cinema ambientale
“Green Drop Award a Perugia”
Al cinema Sant’Angelo giovedì 12 aprile (ore 21.00)

The postman’s white nights” del regista Andrei Konchalovsky
.
Ospiti della tavola rotonda
Gabriele Salari
e
Karl Ludwig Schiebel
Una pellicola carica di poesia, che racconta la vita di una comunità sperduta nelle estreme regioni
settentrionali della Russia. Tra foreste secolari, le immense distese d’acqua del lago Kenozero, la
nostalgia dell’utopia socialista ormai al tramonto. E un postino, Lyokha, che raggiunge quel mondo
fuori dalla storia con il suo motoscafo per consegnare lettere e ingiunzioni rappresentando l’unico
anello di congiunzione fra gli abitanti del villaggio e il resto dell’umanità. È “The postman’s white
nights” (Le notti bianche del postino) del regista Andrei Konchalovsky il quarto film del “Green
Drop Award a Perugia”: la rassegna che porta nel capoluogo umbro i film premiati da Green Cross
Italia, l’associazione fondata da Mikhail Gorbaciov, durante gli ultimi sei anni alla Mostra
internazionale d’arte cinematografica di Venezia per il loro valore ambientale.
La proiezione al cinema Sant’Angelo (via Lucida n. 6, giovedì 12 aprile, ore 21.00) sarà preceduta
come al solito da una tavola rotonda presso la Biblioteca di San Matteo degli Armeni (via
Monteripido n. 2, ore 19.00) stavolta con lo scrittore e giornalista ambientale Gabriele Salari e il
sociologo, nonché direttore della Fiera delle Utopie Concrete di Città di Castello (Pg), Karl Ludwig
Schiebel che interloquiranno sulle tematiche ispirate dal film. L’incontro sarà coordinato da Marco
Fratoddi (Direttore editoriale della rete di educatori ambientali Weecnetwork) e Marco Gisotti
(direttore del Green drop award di Venezia).
La rassegna è promossa dalle riviste «Insula europea» e «Sapereambiente» insieme a Cinegatti,
Arpa Umbria, Biblioteca San Matteo degli Armeni e all’Agenzia di comunicazione e studi
ambientali Green Factor con il sostegno di Aboca, l’azienda leader nel campo dei medicinali
fitoterapici. Il programma completo, che si protrae fino al 29 giugno, è disponibile su
www.insulaeuropea.eu
e
www.sapereambiente.it
, dove inoltre si potranno visualizzare le dirette
streaming degli incontri e scaricare il materiale sulla rassegna. L’ingresso alla tavola rotonda è
libero, il biglietto per la proiezione costa 5 euro.
Per maggiori informazioni:
www.insulaeuropea.eu
e
www.sapereambiente.it
;
bibliotecasanmatteo@comune.perugia.it, 0755773560.
Informazioni e sinossi del film:

The postman’s white nights
(Le notti bianche del postino, regia di Andrei Konchalovsky). In uno
sperduto villaggio della steppa russa l’unico collegamento tra la comunità e il mondo esterno è il
postino Lyokha.
Profilo biografico degli ospiti:
Gabriele Salari
è giornalista pubblicista dal 1994, laureato in giurisprudenza, giornalista
professionista dal 2001. Si occupa di ambiente, natura e scienza. Dal 2012 lavora nell’ufficio
stampa di Greenpeace Italia, di cui è stato responsabile dal 2001 al 2007. Ha poi coordinato l’area
editoriale nell’ufficio stampa del Corpo forestale dello Stato. Collabora e ha scritto per varie testate
giornalistiche, come Plein Air, La Stampa, Famiglia Cristiana Il Corriere della Sera, D di
Repubblica, I Viaggi di Repubblica, L’Espresso. Ha lavorato con Licia Colò alla trasmissione “King
Kong – un pianeta da salvare”, in onda su Rai Tre dal 1999 al 2000.
È autore di diversi libri su
natura e ambiente, in particolare per ragazzi, tra cui si ricorda “N come Natura”, “Sos natura” e “La
mia Umbria”.
Karl Ludwig Schiebel
ha insegnato l’ecologia sociale nel dipartimento di sociologia
dell’Università di Francoforte dal 1970 fino ai primi anni Novanta. Coordina dal 1988 la Fiera delle
Utopie Concrete che ogni anno presenta a Città di Castello esperienze e soluzioni di conversione
ecologica dell’economia e della società. Fa parte dal 1992 della presidenza dell’Alleanza per il
Clima delle Città Europee coordinando la rete in Italia. Cura la rubrica “Life Style” nel bimensile
Qual Energia e “Le buone pratiche” nel mensile l’altra pagina.
Con cortese preghiera di pubblicazione
L’ufficio stampa
Giulia Falistocco
3423612645
giulia.falistocco@gmail.com

 

 

Il postino Lyokha è l’unico tramite tra il villaggio di Kenozero e il resto della civiltà. Oltre a recapitare la posta, aiuta i pochi abitanti rimasti nelle loro mansioni quotidiane.
Forse il vero film del ritorno a casa per Andrei Konchalovsky, dopo una parentesi hollywoodiana che lo portò a un cult indiscusso come A trenta secondi dalla fine. Come dopo un lungo immaginario esilio, Konchalovsky ritrova una Russia dissestata, divisa, smarrita, e sceglie l’esistenza iterativa e anacronistica di Kenozero, un villaggio sperduto nel remoto Nord, dalle parti di Arcangelo, per rappresentare al meglio questo stato d’animo. Ma non solo. Mescolando le carte tra documentario e finzione, il regista occulta agli attori le videocamere digitali e sceglie un cast composto quasi completamente da non professionisti (l’eccezione più significativa è costituita dal personaggio di Irina), che interpretano se stessi: il postino è l’effettivo postino del villaggio, così come il pescatore è il pescatore.
In un paesaggio straordinario per scorci suggestivi e paesaggi memorabili, Konchalovsky può così calarsi e calarci completamente in un’atmosfera fiabesca, dai risvolti quasi metafisici. La macchina da presa accompagna il postino durante la sua routine quotidiana, in cui non mancano le sorprese e i misteri – come l’incontro, vero o presunto, con l’invisibile spirito dell’acqua, ritratto con un magistrale gioco di specchi e ribaltamenti tra bosco e lago – mentre nelle notti insonni, bianche perché illuminate da sinistri giochi di luce, Lyokha si convince di vedere un gatto Blu di Russia, frutto della sua fantasia. Il rigore narrativo di Cechov, l’inesplicabile magia naturalista di Gogol’ si mescolano alla nostalgia tarkovskijana, che si manifesta sorprendentemente anche attraverso i canti dell’epoca sovietica, mai come qui rivisti in un’accezione positiva (o quantomeno dubitativa). Suggestioni forse calcolate, ma che sortiscono l’effetto sperato di escapismo dello spettatore e di riflessione su un mondo in via di estinzione, attraversato dai sommovimenti della storia ma mai sconvolto da essi.
Mentre la Madre Russia avanza, nel tentativo forse velleitario di riconquistare il ruolo perduto, il villaggio di Kenozero resta ciò che è sempre stato, solo ogni giorno più vecchio, ogni giorno meno abitato. Un declino inarrestabile che caratterizza le ultime sacche di resistenza a un progresso e a un’occidentalizzazione che hanno fagocitato la natura autentica della sterminata “provincia” che fu dello zar prima e dei soviet poi.

Programmazione film
PROGRAMMAZIONE
TERMINATA