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DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

di Pedro Almodóvar

Con Carmen Maura, Antonio Banderas, Julieta Serrano, Rossy De Palma, Maria Barranco.

Titolo originale Mujeres al borde de un ataque de nervios. COMMEDIA (colore). Durata 88 min. SPAGNA 1988 ( CG Entertainment)

Una donna sta per essere abbandonata dal suo amante, un famoso doppiatore cinematografico.
DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Pepa è attrice e doppiatrice ed ha una relazione con Ivan, un collega, il quale non si fa alcuno scrupolo ad avere storie anche con altre donne. Lei lo cerca perché ha urgenza di parlargli ma la comunicazione tra loro sembra impossibile anche perché lui sta per partire per Stoccolma. Pepa si mette allora sulle tracce di Lucia, la ex moglie di lui mentre nel suo attico arriva diverse persone, una delle quali è l’amica Candela che è coinvolta, innocente, in un complotto terroristico sciita.

Un Almodóvar interessato esclusivamente all’universo femminile trova il giusto punto di equilibrio nel proprio modo di fare cinema mostrando calibrando tutti gli elementi.

Alla base di questo film c’è il desiderio di Pedro di tornare a lavorare su “La voce umana” di Cocteau che aveva già messo sotto la lente d’ingrandimento in La legge del desiderio. “Al contrario di Cocteau” afferma “non solo ho dato una voce a colui che è assente ma l’ho trasformato in una voce professionale. Quando ho finito di scrivere la sceneggiatura l’unica cosa che rimaneva di Cocteau (oltre agli elementi basilari: una donna sola, un telefono e una valigia) è ciò che lui non aveva scritto: le parole dell’amante assente.” Appunto: la sceneggiatura che questa volta smette di procedere per accumulo talvolta meccanico ma costruisce una propria coerenza avendo alla base il piacere puro di fare cinema . Quel cinema che Pepa e Ivan doppiano consentendo loro di dirsi (a distanza perché ognuno registra separatamente) quelle parole che direttamente non riescono più a dirsi e che nella bocca di lui suonano false. Quel cinema che Almodóvar non riesce a non omaggiare in quella splendida sequenza in cui Pepa nella notte, seduta di fronte alla casa della rivale, si costruisce la propria Finestra sul cortile. Forse perché è consapevole che, a partire da questo film in particolare (rifiutato da Cannes e premiato a Venezia) sarà lui a cominciare ad essere citato e omaggiato in opere altrui.

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